L’Ente pubblico “La Consolazione E.T.A.B.” (per esteso La Consolazione Ente Tuderte di Assistenza e Beneficenza) di Todi è l’erede di un’antica “Opera Pia”, fondata nel 1220 allo scopo di amministrare i lasciti a favore dei bisognosi e provvedere alle cure della „Fabbrica del Tempio della Consolazione“ (1508-1607): un’opera d’arte unica al mondo, per purezza di stile e perfetta armonia delle forme, ancora oggi “modello ideale” dell'architettura rinascimentale. Nell'ETAB sono state raggruppate le antiche Opere pie di Todi ancora esistenti dopo varie riforme del XX secolo con una storia centenaria di ben otto secoli.
A Todi l’attività assistenziale e caritativa ha origini molto antiche: fin dal sec. XIII, infatti, è attestata l’esistenza dell’Ospedale di Carità, che una leggenda vuole fosse fondato da san Francesco attorno al 1220. Nel Museo di Todi si conservano, infatti, le cinque forcine di legno di quercia con le quali san Francesco avrebbe costruito la capanna per proteggere un fanciullo abbandonato, primo nucleo dell’opera pia.
Dopo 8 secoli, l’Ente è tuttora presente e attivo nel territorio, con interventi di solidarietà e con un’attenta tutela e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale della Città.
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Forcine di San Francesco
Una leggenda profondamente radicata nella tradizione locale narra che San Francesco di Assisi, mentre saliva verso Todi da Ponte Rio, giunto nei pressi dell'attuale cimitero vecchio, fu mosso a compassione alla vista di un trovatello affamato ed infreddolito e costruì allora una capanna corforcine di quercia ed altri legni per dare rifugio al bimbo abbandonato. Questo gesto di pietà francescana costituisce l'atto di fondazione di una delle più importanti istituzioni assistenziali cittadine, l'Ospedale della Carità, sorto tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo fuor della Città di Todi, un octavo di miglio in circa in Vocabolo le piagge di Borgo, in luogo che guarda tramontana et Ponente tra il fiume Tevere et la Porta di dicta città chiamata di Borgo, come recita un documento del 1587. L'ospizio, la cui struttura è ben visibile nella pianta della Antichissima Città di Todi incisa da Giacomo Lauro su disegno di Marcello Valentini nel 1633, costituì inizialmente un fondamentale punto di riferimento per i poveri, gli infermi, i viandanti, i pellegrini e gli ammalati e col tempo finì con il caratterizzarsi soprattutto come luogo di ricovero per i trovatelli. L'istituzione ebbe una vita lunghissima e nel corso dei secoli divenne un organismo sempre più importante e ricco. La sede originaria venne abbandonata alla fine del XVIII secolo e la costruzione fu in parte riutilizzata per la realizzazione del primo cimitero urbano edificato nel 1862. Le forcine, che erano religiosamente conservate presso la chiesa annessa all'Ospedale, vennero quindi trasferite presso l'istituendo museo civico.