A Todi il terzo cerchio delle mura segna la massima ampiezza raggiunta dal tessuto cittadino alla metà del Duecento. L’assetto definitivo della cinta era gia stato, infatti, conseguito nel 1244 e nello Statuto del 1275 sono previste severe sanzioni contro chiunque recasse danno alle mura. Esse si estendevano, ieri come oggi, per circa quattro chilometri ed erano dotate di molti bastioni, contrafforti e numerose porte d’ingresso alla città. A differenza delle altre torri sopravvissute, il torrione di porta Caetana è quasi totalmente integro e, pur essendo stato più volte oggetto di restauri, si è conservato intatto nella struttura originaria, con merlature e caditore. Sul lato est mostra l’antica porta ad arco acuto, in una collocazione non consueta, con le feritoie per il passaggio dei sostegni del ponte levatoio. Sopra la porta l’aquila simbolo della città. È stata a lungo incerta l’etimologia del nome “Caetana”, o “Gaetana”, che le fonti attribuiscono alla porta. Si è però scoperto recentemente (F. Orsini) che il nome deriva da quello di Loffredo Caetani, che la fece realizzare durante la sua podesteria in Todi nel 1283. La città ha stretti legami con la famiglia Caetani. Pietro di Mattia, vescovo di Sora, venne inviato a Todi dal papa Innocenzo IV nel 1252 e durante la sua reggenza il nipote Benedetto, futuro papa Bonifacio VIII e fratello di Loffredo, fu nominato canonico della cattedrale con la prebenda di Santa Illuminata acquistando in seguito il castello di Sismano, oggi nel Comune di Avigliano Umbro. Uno dei due stemmi della famiglia dipinti all’interno di porta Caetana, scomparsi nel corso dei secoli in seguito a ristrutturazioni ed intonacature, è riemerso dai lavori di restauro del 2005, mentre dell’altro si sono perse le tracce. La struttura, quasi totalmente in pietra, divenne proprietà della Fabbrica della Consolazione, già proprietaria di numerose case nelle vicinanze utilizzate per il ricovero dei pellegrini e come botteghe d’affitto in occasione di fiere e mercati. Nell’area del torrione sono stati rinvenuti in passato alcuni reperti archeologici, in prossimità della strada di epoca romana emersa durante i lavori di realizzazione del prospiciente Centro Servizi al Turista.

Testo di Lorena Battistoni

Ultimo aggiornamento

Venerdi 26 Giugno 2020