Palazzo dei Priori (sec. XIV)

Data:
14 Marzo 2021
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Palazzo dei Priori

 

Contrapposto idealmente al complesso religioso all’altra estremità della piazza del Popolo, il palazzo dei Priori di Todi è l’ultimo, in ordine cronologico, dei tre edifici sedi del potere politico costruiti durante l’età comunale.

L’E.T.A.B. è proprietario di molti dei locali al piano terra prospicienti la piazza, un tempo botteghe di proprietà del Monte dell’Onestà, opera pia confluita nella Congregazione di Carità all’indomani dell’Unità d’Italia. Da un rogito del notaio Morettini del 10 gennaio 1903 risulta, ad esempio, che il locale già allora adibito a farmacia era posseduto da oltre 140 anni dalla famiglia Lanzi, ma che in precedenza era appartenuto al Monte dell’Onestà.

Le origini del palazzo risalgono all’inizio del sec. XIV, quando il Comune acquistò alcune case sul lato sud della piazza per avviare l’edificazione della nuova sede dei priori cittadini. Tale magistratura era stata istituita nel 1321, ma non aveva ancora una sede propria, tanto che all’inizio i priori furono costretti ad adunarsi nei palazzi comunali, per poi passare, dal 1320, in una casa presa in affitto.

Nel giugno 1334 venne acquistata una casa da Ciolino di Angelucci ed altri, sotto l’attuale torre, sulla quale il Comune vantava già dei diritti; quindi fu comprata un’altra casa da Manne di Sardolo di Angrlario ed altri, a destra dell’attuale ingresso. Subito dopo si iniziarono i lavori ed in breve tempo fu eretto il nuovo palazzo, il cui prospetto sulla piazza era circa la metà dell’attuale.

In seguito, il Comune comperò altre case sul retro e sul fianco dell’edificio, tra cui quella di Iuccio di Guerriscio degli Oddi, l’ultima a destra, che conserva ancora le strutture originarie di età medievale.

I priori si riunirono per la prima volta nella loro nuova sede il 29 giugno 1340, ma poiché essa risultava ancora piccola, il Comune finì con l’acquistare l’intero isolato. Così, in un arco di tempo di circa

tredici anni, venne realizzato il palazzo nella struttura oggi esistente, compresa la torre a base trapezoidale, che era collegata mediante un camminamento al palazzo del Capitano.

Nonostante il nome che la storia gli ha conservato, però, l’edificio ospitò per poco tempo i priori di Todi: essendo, infatti, la città entrata definitivamente nello Stato della Chiesa nel 1368, il palazzo divenne sede di governatori, legati pontifici e vicari apostolici fino al 1860. I priori, rimasti una magistratura di pura rappresentanza, furono nuovamente ricondotti in locali degli altri due palazzi comunali.

All’età di Bonifacio IX (1389-1404) risalgono importanti modifiche all’interno del palazzo, che portarono alla realizzazione di una grande sala di rappresentanza solcata da archi a sesto acuto, mentre la trasformazione più profonda, che determinò una maggiore armonizzazione della struttura nelle sue parti, fu resa possibile da uno stanziamento di Leone X nel 114. Fu allora che il palazzo acquisì il suo aspetto attuale, con una facciata uniforme ornata dalla merlatura guelfa.

Nel 1800, in seguito ad una lunga vertenza tra autorità ecclesiastica e Comune per il possesso del palazzo, esso divenne sede della Pretura.

Alla fine del secolo vennero poi realizzati dei lavori nella sala delle udienze, dove il pittore Luigi Sabatini dipinse i volti di 13 giuristi tuderti sulla fascia inferiore.

Vari sono gli stemmi che si conservano sulla facciata del palazzo, mentre alcuni sono stati trasferiti presso la Sala delle Pietre. Il marcapiano inferiore è arricchito da una cornice su cui si aprono le finestre; in alto è visibile una seconda cornice a mensole. Il paramento murario su cui poggiano i merli nasconde le falde del tetto.

L’aquila in bronzo, stemma della città, posta in origine sulla fontana della piazza che raccoglieva le acque sorgive e piovane convogliate dalla Rocca, fu realizzata da Giovanni di Giliaccio nel 1339 ed ebbe sotto le ali i due aquilotti, a simboleggiare Amelia e Terni sottomesse da Todi rispettivamente nel 1208 e nel 121. Essa fu trasferita sulla facciata del palazzo nel sec. XVII.

Oggi l’interno è totalmente trasformato, a causa delle esigenze del Tribunale (oggi assorbito da Spoleto) e degli uffici comunali che hanno sede nel palazzo, mentre al piano terra, ora come un tempo i locali sono adibiti ad esercizi commerciali privati.

Tra gli elementi della facciata che maggiormente conservano i caratteri originari sono, infatti, da segnalare in primo luogo gli ingressi delle botteghe, oltre alle monofore che si aprono sul primo marcapiano e la cantonata che un tempo segnava il confine tra il palazzo e la casa di Iuccio di Guerriscio degli Oddi: tutte testimonianze originali dell’architettura medievale della piazza antecedente la costruzione del palazzo.

L’opera pia Monte dell’Onestà, proprietaria dei locali al piano terra, fu fondata nel 1493; venne, però, notevolmente accresciuta nel 1598 da una donazione di 4.000 scudi da parte del vescovo Angelo Cesi e,soprattutto, in seguito ad un lascito di Francesco degli Atti (testamento del 13 maggio 1608), il quale volle donare una cospicua parte dei suoi beni al Sacro Monte dell’Onestà governato dalla Venerabile Confraternita della SS. Annunziata. Ciò permise alla confraternita stessa di accelerare i lavori della nuova chiesa della Nunziatina, oltre che di dotare ben diciotto fanciulle povere di Todi e di mantenere quelle inferme o inabili al lavoro. Tra i beni lasciati al Monte dell’Onestà da Francesco figurano anche sedici botteghe, tutte affittate, tra le quali erano comprese quelle al piano terra del palazzo dei Priori.

 

Testo di Lorena Battistoni

Guida del Tempio della Consolazione

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Ultimo aggiornamento

Sabato 28 Agosto 2021