Immagine non trovata

LA TRADIZIONE DELLA FESTA

La celebrazione della festa della Natività della Vergine è attestata a Todi già nel 1346, quando il Comune pagava un compenso al gabelliere perché la fiera ad essa collegata si tenesse senza tasse per tre giorni dopo la festa. Tale fiera si svolse per secoli, fino agli anni Cinquanta del Novecento, ed era una delle più importanti manifestazioni di Todi e dintorni, dove pure erano molteplici le occasioni in cui, specie a ridosso delle feste dedicate alla Madonna, si tenevano i grandi mercati, con gare di lotta, tornei e giostre. Nello spirito di emulazione che vide l’area della Consolazione (da Montesanto a Pozzo Beccaro) prevalere sulla zona di Porta Romana nell’ospitare i grandi eventi commerciali, dal 1568 si tenne presso il tempio la fiera dell’Annunciazione, mentre dal 1613 vi fu trasferita la grande fiera di Pentecoste, istituita nel XIV secolo, che prevedeva anche la corsa di un palio, ed in seguito quella di San Martino; alla Consolazione, per lungo tempo, giunsero anche le processioni di Pentecoste, del Corpo di Cristo e dei Tributi, ossia di San Fortunato. Oltre agli spazi per i numerosi banchi mobili, lungo il viale della Consolazione si aprivano ben 18 botteghe sulla sinistra e 31 a destra per chi veniva da Posso Beccaro: tutto ciò assicurava un imponente giro di affari, che iniziò a declinare solo nell’Ottocento quando, venute meno le fiere, rimase la festa con fuochi d’artificio, globi aerostatici, bancarelle, colazioni sul prato e lotteria. Si trascorreva attorno al tempio l’intera giornata, fino ai fuochi d’artificio che ancora oggi si svolgono dopo il tramonto, eredi di quegli spari d’archibugio con cui fu salutata l’apertura al culto del tempio nel 1607. Ma anche i fuochi sono antichi: già nel lontano 1636 è attestato, infatti, un pagamento al falegname Angelo Pieri di Todi, lo stesso che aveva realizzato il nuovo altare della chiesa, “per polveri e altre robbe da far razzi e varii ingegni di fuochi artificiali per la Natività della Beata Vergine”. Tradizionalmente, nel corso del Novecento, dopo lo spettacolo pirotecnico veniva organizzato al teatro comunale un grande spettacolo e dal 1923 l’Associazione Pro Todi saluta i Todini lontani, che scelgono l’8 settembre per tornare in città. In questa data sono state sempre inaugurate le più importanti iniziative culturali cittadine.

 

LE NUOVE PROPOSTE CULTURALI COLLEGATE ALLA FESTA TRADIZIONALE
Negli ultimi anni sono stati avviati diversi progetti volti ad ampliare la proposta culturale a Todi
durante (o partendo da) i festeggiamenti tradizionali dell’8 settembre. 
Alla tradizione legata al culto e alla fede, con il tempo, si sono aggiunte attività legate alla
promozione e diffusione della musica sacra, attività filateliche a tema (dopo l’edizione del
francobollo dedicato al Tempio nel 2015), concorsi tematici, seminari e attività divulgative.
Il bando indetto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia costituisce una significativa
opportunità di crescita di queste iniziative che, grazie alla preziosa egida della Fondazione,
potranno fruire di risorse congrue per impattare in maniera più rilevante sul territorio determinando quelle condizioni necessarie per avviare indotti positivi economici ed assicurare un reale benessere diffuso.
Il Consiglio di Amministrazione di ETAB è convinto che, nonostante le tante difficoltà, investire in cultura non sia solo eticamente doveroso, ma anche azione lungimirante di politica economica capace realmente di creare benessere per tutti sul nostro territorio.

LA FESTA DELLA CONSOLAZIONE A TODI (DETTA DELL’8 SETTEMBRE).
La tradizione della festa della Consolazione a Todi affonda le proprie radici nella storia di Todi e nella comunità tuderte che in passato era molto più estesa dell’attuale territorio, come testimoniano ancora oggi gli aquilotti sotto lo stemma cittadino (simboleggiante il dominio su Narni e Amelia) e alcuni caratteri comuni (dialetto, tradizioni e folclore).
Oggi Todi si inserisce nella parte mediana della Regione e condivide numerosi aspetti e caratteri delle comunità residenti nei Comuni limitrofi.
La tradizione della festa ancora oggi attrae cittadini residenti in Umbria, pellegrini religiosi e turisti dall’Italia e dal mondo.
Come sopra ricordato in occasione della festa tuderte per antonomasia sono tanti i cittadini che scelgono l’8 settembre per tornare in città ed proprio per questo sono state sempre inaugurate le più importanti iniziative culturali cittadine.
La festa della Natività della Vergine (settembre 2020), è caratterizzata da un intenso programma religioso e culturale nonché dall’atteso spettacolo pirotecnico le cui origini risalgono ancor prima dell'epoca in cui fu realizzato il Tempio (1508-1607).
Fondamentale per il successo degli eventila sensibilità e la collaborazione di
cittadini, enti, associazioni, artisti e musicisti.

 

Allegati

LUVA2.jpg
(5.07 MB)
MAMA2.jpg
(12.85 MB)

Ultimo aggiornamento

Mercoledi 19 Agosto 2020